CONDANNATI A SCEGLIERE – Riflessioni dopo la condanna di Berlusconi

di Riccardo Brezza

A CHI ESITA

Dici:

per noi va male. Il buio

cresce. Le forze scemano.

Dopo che si è lavorato tanti anni

noi siamo ora in una condizione

più difficile di quando

si era appena cominciato.

E il nemico ci sta innanzi

più potente che mai.

Sembra gli siano cresciute le forze. Ha preso

una apparenza invincibile.

E noi abbiamo commesso degli errori,

non si può più mentire.

Siamo sempre di meno. Le nostre

parole d’ordine sono confuse. Una parte

delle nostre parole

le ha travolte il nemico fino a renderle

irriconoscibili.

Che cosa è errato ora, falso, di quel che abbiamo detto?

Qualcosa o tutto ? Su chi

contiamo ancora? Siamo dei sopravvissuti, respinti

via dalla corrente? Resteremo indietro, senza

comprendere più nessuno e da nessuno compresi?

O contare sulla buona sorte?

Questo tu chiedi. Non aspettarti

nessuna risposta

oltre la tua.

Bertold Brecht

 

Arrivati a questo punto amici, ci vuole più coraggio. Più di quello dimostrato ieri da Guglielmo Epifani.

Ci vuole più coraggio per dirci che siamo arrivati alla fine di un ciclo storico e dobbiamo saperlo raccontare. Ci vuole più coraggio per dirci che siamo stati largamente impreparati in questi e non l’abbiamo gestito come avremmo potuto. Ci vuole più coraggio per dire al paese che non se ne può più di una destra che propone sostanzialmente da 20 anni un punto di vista eversivo rispetto alle istituzioni democratiche e alla separazione dei poteri. Ci vuole più coraggio per difendere il principio di legalità, per dire che nessuna democrazia può fondarsi sul eliminazione di questo principio.

È vero, i governi non cadono in base alle sentenze, ma in base ai fatti politici. Ed è un fatto politico grande come una casa che questa destra berlusconiana non si libera dai suoi fantasmi e non lo farà mai, perché semplicemente ne è dipendente. Si plasma sulla parabola politica di Silvio Berlusconi, con tutte le sue innumerevoli ombre. Con tutti i suoi retroscena e con l’appoggio di tutto il sistema di potere che in questo paese ha avuto la meglio dalla stagione delle stragi ad oggi.

Questo è il fatto politico sancito con la sentenza di condanna di ieri per Berlusconi.

La giustizia ci dice che lui è un ladro, uno che ha frodato il fisco, reato odioso per chi voglia amministrare la cosa pubblica. Le reazioni politiche, in primis il videomessaggio di B., ci dicono che non vi è nessuna volontà di lasciarsi alle spalle le logiche largamente eversive di questi anni.

Ci vuole coraggio per dirci tutto questo e per dirci che non possiamo in alcun modo cambiare la costituzione con una parte politica che delegittima continuamente il potere giudiziario di questo paese, che pensa che la verità non sia un fatto politico sul quale fondare un paese e le sue istituzioni, e che non crede nel principio di legalità.

Lo diciamo da tempo, non si può fondare la terza repubblica sulle verità negate della seconda. Non vi è alcuna pacificazione che regga. Questa pace, è la pace dei bugiardi, dei ladri e dei corrotti. La nostra pace fa rima con stato di diritto e legalità.

La vostra? Non vorremmo facesse rima con menzogna.

Ora parlo da ragazzo di 22 anni, mettendo da parte la mia appartenenza ad un partito e la mia attività politica.

E allora chiedo alla classe dirigente di questo paese, a chi sostiene questo governo, alla generazione dei miei genitori. Come lo vogliamo rifondare questo paese? Sulle bugie e sulla viltà?

Parlo a voi che avete avuto le responsabilità maggiori in questi anni, che Italia ci avete consegnato?

Dico al mio partito, a tutti i più convinti sostenitori di questo governo: sapete che rimanere lì, vicini a questa destra, significa negare la sua vera natura?. Significa tacere sul fatto che in questi 20 anni per loro è sempre venuto prima l’interesse del leader piuttosto che quello del paese. Significa assecondare le loro logiche.

Forza dico io, abbiamo bisogno di uno slancio, abbiamo bisogno di coraggio per segnare una netta differenza tra chi vuole salvare queste istituzioni e chi invece le vuole abbattere portando avanti una guerra che ha come solo obiettivo la conservazione di un sistema di potere che regge da 20 anni e più in questo paese.

Non è questione di superiorità etica o morale, è questione di scelte nette e di coerenza.

Scendiamo da questo treno, facciamolo in fretta. Questa condanna e le reazioni che sono seguite e seguiranno parlano da sole, agiamo di conseguenza.

Il bene del paese sta altrove, non in questo governo incapace di fare e ostaggio del più grande vulnus politico democratico della nostra storia repubblicana.

Dobbiamo avere il coraggio di dirci queste cose, e di portare il nostro paese fuori da questa storia. In questa storia però ci siamo noi, con la nostra voglia di contare ed esserci. Noi, frutti di questo ventennio dannato. Noi , ragazzi degli anni ’90, cresciuti a pane e Berlusconi. Noi che prima di Berlusconi non c’è stato nulla, o almeno nulla di vissuto davvero in prima persona.

Ecco, noi che dobbiamo avere il coraggio di prenderci più responsabilità e di agire. Le parole non bastano più, nemmeno quelle di questo mio lungo pezzo. Servono i fatti, che si traducano nella nostra personale presa di posizione e quindi di responsabilità.

Per questo motivo rimango, in questo assurdo e a volte piccolo paese, perchè in questi 20 anni è nata la classe dirigente del domani e ora ha il diritto di avere il suo turno, e se lo deve prendere.

Per questo motivo rimango nel Pd, si proprio nel Pd avete sentito bene. In questo Pd controverso, pieno di ombre, e di incoerenze, ma figlio di una storia di cui andare fieri che non può essere schiacciata e buttata via nella grande involuzione e regressione culturale di questo paese.

Per questo motivo rimango e sostengo Civati al congresso, e dovreste farlo anche voi, che leggete questo post, e assieme sarebbe bellissimo, dico davvero.

Assieme potremmo riscrivere pagine nuove di questa Italia, a partire dalla verità. Le mille verità negate, dalle stragi  di stato alle vittime innocenti delle mafie e ai loro famigliari. Fino alla verità più grande e scomoda: che questo paese può cambiare davvero, se solo lo volessimo, se solo sapessimo sostenerlo questo cambiamento. Chi dice il contrario mente o è troppo frustrato, ma noi, noi che non abbiamo nulla da perdere, la frustrazione non ce la possiamo permettere, o vinciamo o perdiamo. Noi che abbiamo davanti tutto, possiamo solo giocarcela fino alla fine. Perché lo dobbiamo a questa Italia, a chi ha provato a donarcela migliore di come è, lo dobbiamo a noi stessi.

E non vorrei sentir dire più l’antico adagio: “questa è l’ultima possibilità che do a questa sinistra per convincermi, bla bla bla,….”, perché è un ragionamento da pigri. Da chi non coglie che le lotte, quelle vere, vanno combattute con tenacia e costanza. Come si può pensare che un paese e una classe dirigente si cambi dall’oggi al domani. Basta con queste semplificazioni televisive. Non funziona tutto come sulla rete. I processi sociali e politici richiedono tempo, preparazione, competenza e studio. Voi direte: “ma figurati se in questa Italia c’è ancora gente che ha voglia di prepararsi, studiare….bla bla bla”. Io vi dico, sapete che c’è? Che non mi ingannate più, perché io ne conosco di gente così, che invece ha voglia e si applica per un cambiamento possibile. Sono anni che ci raccontate di quanto è bella la terra, di quanto sia più comoda. E vi siete dimenticati che esiste il cielo, se voi non lo vedete non vuol dire che non ci sia. Noi lo vediamo bene e lo vogliamo afferrare con tenacia e forza. Sempre al ribasso deve andare questo paese?: BASTA! Basta con la storia che dobbiamo accontentarci, io non mi accontento. Io ci credo, ma non perché sono idealista, perché sento che abbiamo i numeri per farlo. Però dobbiamo convogliare bene le forze.

Secondo me il congresso del Pd è una prima buona occasione, prenderne parte sostenendo Civati è una grande occasione.

Cerchiamo di scrollarci di dosso un po’ di apatia e andiamo avanti, sapendo che da oggi ci sono tre grandi novità: Silvio Berlusconi è un ladro, questo paese è ad un momento storico, noi possiamo fare la differenza: per davvero però, organizzando una forza e facendola contare.

Avanti tutti assieme!

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